martedì 30 marzo 2021

IL PALAZZO DELLE DONNE, LAETITIA COLOMBANI. Recensione.


TITOLO: Il palazzo delle donne
AUTORE: Laetitia Colombani
EDITORE: Casa Editrice Nord
PAGINE: 288
PUBBLICAZIONE: 21 gennaio 2021
GENERE: Narrativa contemporanea
PREZZO: € 16,90 cartaceo, € 9,99 ebook

"Qui sei benvenuta. Qui sarai protetta. Qui troverai molto più di ciò che cercavi". È il coraggio a spingere la giovane Blanche a voltare le spalle a una vita di agi per lanciarsi nella più logorante delle battaglie: quella contro la povertà, la fame e l'umiliazione. A sette anni dalla fine della Grande Guerra, Parigi è ancora in ginocchio. Eppure Blanche si rende conto che alla metà dei bisognosi è negato ogni aiuto: tutti gli sforzi, infatti, sono rivolti agli uomini; nessuno tende la mano alle donne che ogni giorno mendicano agli angoli delle strade, si privano del cibo per sfamare i propri bambini e dormono all'addiaccio per sfuggire ai mariti violenti. Per Blanche, quella è un'ingiustizia intollerabile. E, quando viene a sapere che in rue de Charonne è in vendita un intero palazzo, combatterà fino all'ultimo per regalare un luogo sicuro a tutte le donne in difficoltà... È la disperazione a portare Solène al Palazzo delle Donne. Avvocato di successo, Solène è crollata il giorno in cui un suo cliente si è gettato dalla finestra del tribunale. Come parte della terapia, lo psicologo le ha suggerito il volontariato, così lei ha scelto di aiutare le donne che hanno trovato rifugio tra le mura di quel grande edificio in rue de Charonne. Qui, entra in contatto con un mondo lontanissimo da lei, fatto di miseria, di sfruttamento, di perdita. Ma anche di condivisione, di resilienza e di riscatto. A poco a poco, Solène capisce di non essere tanto diversa dalle ospiti del Palazzo: come lei, pure loro sono state sconfitte dalla vita. Però non si arrendono e continuano a lottare per un futuro migliore, traendo forza l'una dall'altra, come legate da un filo invisibile di solidarietà e comprensione. E sarà proprio quel filo ad avvolgere anche il cuore di Solène e a cambiare per sempre la sua esistenza.
Il dono prezioso che riesce a fare la lettura non è solo quello di permettere di viaggiare e attraversare mondi e avventure mentre ce ne stiamo comodamente seduti sulle nostre poltrone. I libri sono una fonte inesauribile di conoscenza, di storie di vita vissuta, reali e pregne di significato che alcune volte rischiano di venir dimenticate. In questo caso, non sapevo che una delle storie narrate nel Palazzo delle donne, il nuovo libro di Laetitia Colombani, affondasse le radici nella vita di Blanche Peyron-Roussel, attivista dell'Esercito della Salvezza e fondatrice di un rifugio per donne bisognose, in una Parigi post-bellica. Un ex albergo riconvertito in casa d'accoglienza, un luogo che è un'opportunità, un porto sicuro, l'ancora di salvezza per  senzatetto, madri in difficoltà, donne dimenticate e bisognose a cui la vita, oppure gli uomini, hanno voltato le spalle.
Ed è quì che la passata storia di Blanche si interseca, in un tempo odierno, con quella di Solène, un avvocato che si trova ad affrontare un momento di difficoltà in seguito al suicidio di un suo cliente. L'atto getta la donna in uno stato di profonda prostrazione e come parte della terapia essa intraprende un'attività di volontariato in quello che è Il Palais.



Solène conosce allora tante storie di donne spezzate, disprezzate, abusate, scappate da tradizioni barbare. Donne tutte diverse accomunate dalla voglia di venir fuori dall'inferno personale che le affligge.
Sarà un'esperienza illuminante per Solène perchè, immersa nelle difficoltà e nel dolore di tante altre donne, riuscirà finalmente a mettere in prospettiva la propria vita.
Con questo non voglio dire che la sua depressione venga banalizzata ma l'esperienza del volontariato, l'entrare piano piano in contatto con le tante donne che abitano il Palais, la porta a fare una profonda riflessione sulla propria vita, sul suo lavoro, sui rapporti familiari e personali, su quello che ha sacrificato per raggiungere degli obiettivi che forse non sono mai stati suoi.

La maggior parte delle donne che vivono tra quelle mura ha un solo sogno: avere una casa propria. Abitare in un  centro d'accoglienza non è una scelta ma una necessità. Un ripiego. Una sala d'attesa per una vita migliore. Un'attesa che a volte può rivelarsi lunga, che può durare anche anni.

Passato e presente, due piani temporali che raccontano due donne diverse che in modo personalissimo si battono per affermare se stesse. Blanche lotta con determinazione affinchè una parte dimenticata dell'umanità, donne rimaste senza nulla, abbiano qualcosa che permetta loro di sopravvivere, tutto questo, in un tempo in cui la condizione della donna non era così florida.
Solène appare diversa da Blanche, per estrazione sociale, scelte di vita e modo di affrontare le difficoltà. Ma resilienza chiama resilienza, e dopo un primo timido e diffidente approccio con le donne di rue de Charonne, Solène riesce a vivere l'esperienza di aiuto e autoaiuto più significativa della sua vita.
Con una scrittura semplice e scorrevole Laetitia Colombani ci parla ancora una volta di donne, di dolore, di forza, di cose che spesso dimentichiamo, alle quali invece dovremmo prestare molta attenzione.
Potrebbe capitare ad ognuna di noi di trovarsi in difficoltà, avere una battuta d'arresto, sentire il bisogno di qualcuno che ci tenda una mano piuttosto che girarsi dall'altra parte.

A trent'anni, Iris ha finalmente ritrovato se stessa. Qui, ha iniziato a ricostruirsi. Soltanto adesso comincia a pensare di avere un futuro, a credere che la vita non le riservi solo sofferenza ed esclusione.

Anche se ho nettamente preferito La treccia, Il palazzo delle donne è una storia che fa riflettere, portatrice di un bel messaggio di speranza, forza e solidarietà. Essere donne non è segno di debolezza. Spesso portiamo sulla pelle il segno di dolori senza nome, ma le donne hanno anche la capacità di rialzarsi sempre e non lasciarsi abbattere dalle difficoltà, affrontando la vita con coraggio. Resilienza è spesso una parola abusata, ma in questa storia non è mai stata tanto vera.



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