lunedì 21 settembre 2026

LA VEGGENTE, LIANE MORIARTY. Recensione.

 


TITOLO: La Veggente
AUTORE: Liane Moriarty
EDITORE: Mondadori
PAGINE:576
PUBBLICAZIONE: 30 giugno 2026 
GENERE: Thriller
PREZZO: €  12,99 ebook; 24,00 cartaceo 

Tutto comincia su un volo da Hobart a Sydney. Un viaggio tranquillo nonostante il ritardo, con un atterraggio perfetto. L'assistente di turno il giorno prima del suo compleanno, la madre che deve gestire due bambini piccoli, la giovane coppia in luna di miele, il ragazzo che torna dal funerale del migliore amico, l'infermiera che sogna la vita dopo la pensione... tutti i passeggeri e l'equipaggio scendono sani e salvi dall'aereo, eppure sono cambiati per sempre. Perché su questo volo così ordinario è successo qualcosa di straordinario. All'improvviso una donna, una di quelle persone di cui non ti accorgeresti nemmeno, si è alzata in piedi e ha predetto ai passeggeri come e quando moriranno: alcuni hanno ancora moltissimo tempo, per altri la morte è vicina. E quando la prima delle premonizioni si avvera nelle circostanze descritte, tutti iniziano a fare i conti con le loro paure più profonde. La veggente è una storia dalla costruzione magistrale che parla di libero arbitrio e destino, amore e rimpianto, e della lotta incessante per mantenere le nostre certezze in un mondo terribilmente incerto. Liane Moriarty si conferma una Jane Austen dei nostri tempi, capace di fustigare con ironia i costumi sociali mentre tesse una trama di misteri e pone al lettore domande profonde e universali.


Cosa faresti se conoscessi in anticipo il tuo destino?
Questo è il tema di fondo dell’ultimo libro di Lyane Moriarty. 
Adoro l’autrice sin da quando ho letto Nove Perfetti Sconosciuti e con questa storia mi ha spinta a interrogarmi su una questione che mi incuriosisce e spaventa allo stesso tempo; quella di conoscere il proprio futuro.

Su un volo da Hobart a Sydney un’anziana donna inizia a predire il futuro a molti dei passeggeri, indicando perfettamente loro la data e la causa della morte. Le reazioni che scatena l’accaduto sono delle più svariate, dall’incredulità o curiosità, al velo di timore che una notizia del genere può scatenare.
La situazione diventa preoccupante quando le profezie iniziano ad avverarsi e quella che era stata una bizzarra situazione si trasforma in qualcosa di pressante e angosciante che stravolge le vite dei viaggiatori tra ossessioni, dubbi e paure.

Il romanzo mette a nudo la natura umana di fronte alla mortalità e alla fragilità dell'esistenza. Liane Moriarty analizza come il pensiero della caducità del proprio futuro cambi il modo di affrontare il presente: alcuni cercano ossessivamente di evitare la profezia, altri si lasciano travolgere dall’impotenza e altri ancora decidono di vivere come se ogni giorno fosse l’ultimo. Capitoli brevi e struttura narrativa non lineare ma frammentata, composta da diversi punti di vista, cosa che potrebbe creare un po’ di straniamento nel passaggio da un personaggio all’altro.
La veggente non è un thriller nel classico senso del genere, la tensione si sviluppa principalmente attorno alla tematica della previsione e alla tensione psicologica che questa crea nei vari personaggi. La profezia funge da evento scatenante che muove le azioni future di coloro i quali sono venuti in contatto con essa. Le risposte sono di vario genere e tutte hanno a che fare con il proprio vissuto personale. Credere o meno ad una presagio diventa quasi secondario di fronte al pensiero sibillino che si insinua nella mente fino a provocare, a volte, quella che viene definita profezia che si auto-adempie.
Il libro è stato un po’ prolisso e non l’ho letto a cuor leggero. Alcuni personaggi sono più interessanti di altri, com’è normale che sia quando ci si trova davanti a tanti POV.
Le tematiche non possono lasciare indifferenti i lettori. Si riflette sul destino, sul libero arbitrio, sulle priorità della vita, sull’amore, sul tempo e su come scegliamo di usarlo.




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