TITOLO: Il Banditore
AUTORE: Joan Samson
EDITORE: Neri Pozza
PAGINE: 336
PUBBLICAZIONE: 13 febbraio 2026
GENERE: Horror
PREZZO: € 8,99 ebook; 18,00 cartaceo
I Moore vivono in una fattoria nella comunità rurale di Harlowe, New Hampshire, dove la tradizione è legge e la corrente elettrica è un lusso. L’erba del pascolo da tagliare, il mais e le patate da coltivare, le vacche da mungere: la vita di John e Mim è scandita dal duro lavoro delle braccia, mentre la piccola Hildie cresce sotto il loro sguardo amorevole e la madre di John, indurita dall’artrite, è ormai incastonata nel divano davanti alla tv. È un’esistenza di semplici abitudini che si ripetono immutate, fino al giorno in cui in paese arriva Perly Dunsmore, un banditore d’asta. Dicono che abbia girato il mondo, Dunsmore, ma ora si è fermato proprio qui, sistemandosi nella casa più bella del paese, dove per altro è avvenuto l’unico omicidio che Harlowe ricordi. Elegante e suadente nei modi, il banditore – ha fatto sapere – organizzerà aste per raccogliere fondi da destinarsi alla polizia locale. La gente di Harlowe, tutta, è caldamente invitata a offrire anticaglie in disuso, anche cose da poco: in fondo che costa? Le aste si susseguono sempre più frequenti, finché gli abitanti si ritrovano senza più nulla da dare, se non le cose da cui non si separerebbero per nessuna ragione al mondo. Ma Dunsmore, spalleggiato dalla polizia di giorno in giorno più arrogante, non desiste dal chiedere e non tollera rifiuti. E chi si ribella non per forza sarà salvo. Ne Il banditore l’inquietudine e l’orrore strisciano dentro il quotidiano di una comunità, dove il lato oscuro aspetta solo di manifestarsi. Scritto nel 1975, primo e unico romanzo di Joan Samson, questa piccola perla di rural horror, che è già un classico, evoca La lotteria di Shirley Jackson e ispirerà Stephen King per il suo Cose preziose.
Se un libro ha la prefazione di Paola Barbato non può stuzzicare il mio interesse. Se poi scopri che ha ispirato Stephen King per Cose preziose la decisione è univoca: lo devo leggere!
Il Banditore è già un classico della narrativa horror, scritto negli anni settanta da Joan Samson che morirà poco dopo la sua pubblicazione.
Ad Harlowe, nel New Hampshire, la famiglia Moore, Jhon, Mim, "Ma" e la piccola Hildie, vive un'esistenza semplice, scandita dai ritmi rurali della terra, finchè non arriva in città Perly Dunsmore. L'uomo è un banditore d'aste e si insinua in questa piccola e chiusa comunità con i suoi modi affabili e melliflui.
Ad Harlowe tutti vivono con poco, con i frutti di ciò che coltivano e questo strano personaggio propone di organizzare un'asta con le donazioni degli abitanti, al fine di migliorare il dipartimento di polizia.
Tutti, anche se dapprima scettici, si lasciano convincere a donare qualcosa, vecchi oggetti che nessuno usa più, cose di poco conto che per gente che non ha nulla rappresentano beni preziosi.
Ben presto però le cose prendono una piega ben diversa, le aste si intensificano, accorrono persone da città vicine, i beni scarseggiano e Perly Dunsmore inizia a mostrare la sua vera faccia.
Quello di Joan Samson è un libro sicuramente disturbante. Raccontato dalla prospettiva di Jhon Moore, il Banditore ci mostra come il male possa insinuarsi nella quotidianità più semplice e banale. Vestito di retorica e fascino, Perly Dunsmore si insinua, prende, inquieta e monopolizza, sottraendo a queste povere persone tutto, financo la libertà, un pezzo alla volta, senza dar loro il tempo di realizzare quanto abbiano perso.
Il Banditore è quello che potrei definire un horror solw-burn in cui la tensione cresce piano piano fino a diventare opprimente piuttosto che culminare in una esplosione di terrore.
La scrittura della Samson non lascia trapelare emozioni ma è tagliente, asciutta, essenziale, uno specchio dell'essenzialità di una comunità rurale di quelle che raccontano la dura esistenza dell'America contadina radicata nei propri principi e valori. Eppure queste persone ridefiniscono il proprio mondo attraverso le parole di Perly Dunsmore, il quale riesce a portare ad un livello tutto suo il concetto di cambiamento. Una comunità che si sgretola lentamente rimanendo in un immobilismo dettato dall'imponenza e dalla paura.
John stesso non riesce a fermare gli eventi pur accorgendosi dell'abisso in cui si stanno cacciando. In fondo quella dei Moore è la parabola discendente di una famiglia con dinamiche già traballanti, un uomo che tratta la moglie come un pezzo di mobilio e una suocera ancora più svalutante.
Fino a che punto John e Mim si spingeranno per proteggere la loro famiglia quando già la pressione esterna aggrava quella interna?
Il Banditore offre degli attuali spunti di riflessione, al di la della piacevolezza della lettura o meno.
Una storia sul potere orrorifico della persuasione e su come la parola possa diventare un'arma quando non hai gli strumenti per contrastarla.



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