lunedì 15 giugno 2020

LA CITTÀ DI OTTONE, S.A. CHAKRABORTY. Review party.




TITOLO: La città di ottone
AUTORE: S. A. Chakraborty
SERIE: Trilogia Daevabad Vol. 1
EDITORE: Mondadori Oscar Fantastica
PAGINE: 528
PUBBLICAZIONE: 16 giugno 2020 
GENERE: Epic Fantasy 
PREZZO: €  9,99 ebook; 22,00 cartaceo


EGITTO, XVIII SECOLO. Nahri non ha mai creduto davvero nella magia, anche se millanta poteri straordinari, legge il destino scritto nelle mani, sostiene di essere un'abile guaritrice e di saper condurre l'antico rito della zar. Ma è solo una piccola truffatrice di talento: i suoi sono tutti giochetti per spillare soldi ai nobili ottomani, un modo come un altro per sbarcare il lunario in attesa di tempi migliori.



Quando però la sua strada si incrocia accidentalmente con quella di Dara, un misterioso jinn guerriero, la ragazza deve rivedere le sue convinzioni. Costretta a fuggire dal Cairo, insieme a Dara attraversa sabbie calde e spazzate dal vento che pullulano di creature di fuoco, fiumi in cui dormono i mitici marid, rovine di città un tempo maestose e montagne popolate di uccelli rapaci che non sono ciò che sembrano. Oltre tutto ciò si trova Daevabad, la leggendaria città di ottone. Nahri non lo sa ancora, ma il suo destino è indissolubilmente legato a quello di Daevabad, una città in cui, all'interno di mura metalliche intrise di incantesimi, il sangue può essere pericoloso come la più potente magia. Dietro le Porte delle sei tribù di jinn, vecchi risentimenti ribollono in profondità e attendono solo di poter emergere. L'arrivo di Nahri in questo mondo rischia di scatenare una guerra che era stata tenuta a freno per molti secoli.


 Anche per me è arrivata l'ora di parlarvi della Città di ottone, l'attesa uscita dell'acclamata autrice fantasy S. A. Chakraborty, per Mondadori Oscar Vault. 
La storia è ambientata nell'Egitto del XVIII secolo, e facciamo subito la conoscenza di Nahri una ragazza dotata di poteri magici. Nahri non sa nulla del suo passato, vive da sola nella città del Cairo e ha l'abilità di comprendere le malattie ed alcune volte è in grado di guarire la gente, compresa se stessa. Inoltre, non c'è lingua che non riesca a comprendere o parlare. In realtà la ragazza non è ben consapevole dei suoi poteri, tanto da non credere nella magia, i suoi sono più che altro espedienti di cui vivere, atti per truffare la gente e spillare loro del denaro.

«Sono tutte sciocchezze. Non esiste la magia, non esistono i jinn, non ci sono spiriti in attesa di divorarci. È da un po’ che faccio i miei trucchetti; ormai ho capito che non c’è niente di reale.»

Durante un rituale, Nahri evoca accidentalmente un guerriero jinn, Dara, il quale gli salva la vita nonostante l'iniziale furia per essere stato evocato. Dara sembra sapere molto sulle vere origini di Nahari e in un'atmosfera a cavallo tra  Le mille e una notte e Aladin, il guerriero la condurrà verso Daevabad, la Città d'ottone, dove vivono le tribù dei djinni, salvandola dall'attacco degli ifrit e dei ghoul che li inseguono.

La strada di Nahri si incrocerà ad un certo punto con quella di Ali, proprio a Daevabad.

La città d'ottone si snoda attraverso il racconto di due protagonisti: Nahri e Ali. Di Dara, personaggio che ho adorato di più, non c'è un vero e proprio punto di vista ma lo conosciamo attraverso occhi altrui. 

Nahri è forte, indipendente, determinata, testarda come solo una donna che vive da sola in una città dove la condizione femminile non è tenuta in gran considerazione, può essere. Dall'iniziale truffatrice emerge via via una maggiore consapevolezza dei propri poteri verso i quali nutre sentimenti contrastanti. 
Dara è fantastico. Così cupo e scontroso, mascolino e intrigante. Il suo passato è costellato da azioni non proprio buone, compiute sempre per delle specifiche ragioni e perciò è ancora considerato un mostro. Un personaggio multistrato, con delle zone d'ombra, mai completamente buono e mai completamente cattivo. Il viaggio con Nahari creerà un legame che va al di là della semplice amicizia e del senso di protezione, una svolta romantica che ho gradito molto.
Ali, Principe Alizayd, è il secondogenito del re djinni. Lui diverrà il Qaid di suo fratello, un capo dell'esercito col compito di proteggere l'erede al regno. Ali vive una profonda spaccatura interiore: da un lato il dovere nei confronti della famiglia, dall'altro il senso di giustizia provato nei confronti della condizione dei shafit, metà umani e metà jinn, considerati inferiori e impuri, relegati a scarti della società. 
Ali non brilla per simpatia. Un grande idealista e in quanto tale ritengo sia il personaggio che cresce in misura maggiore dal momento che si pone degli importanti interrogativi morali sul modo in cui vengono trattati gli shafit, sottoposti a terribili ingiustizie. 
La città d'ottone è brillante, potente, un turbine di eventi in continua evoluzione con personaggi che catturano l'interesse del lettore. Non posso negare che molto del suo successo sia da imputare alla fascinazione del folklore mediorientale. L'autrice è riuscita a creare un mondo pieno di attrattiva, con un'ambientazione suggestiva ed esotica.
«In quale mondo gli uomini e le donne pagano lo stesso prezzo per la passione? Biasimeranno te. In effetti la gente ti riterrà particolarmente... abile per essere riuscita a sedurre un uomo tanto religioso.»

Non mancano temi importanti come quelli del pregiudizio, della religione, della fiducia tradita, della violenza, della discriminazione razziale, tutti avvolti da una storia magica che vibra del profumo delle spezie orientali e del calore delle sabbie del deserto. 

Il ritmo della storia è sostenuto anche se ci sono omenti di inflessione fisiologici (il testo è lungo e complesso nella trama).
Una scrittura elegante e piacevole, evocativa. Si riescono a cogliere e visualizzarne i dettagli descritti e il plot non ne esce appesantito perchè l'autrice è stata capace di gestire in maniera naturale le descrizioni. Non ne viene fuori un racconto didascalico ma un'esperienza all'interno della quale immergersi.
Una intreccio ben orchestrato, a volte imprevedibile, in cui tutti i personaggi sono ben delineati. 

Magia, storia, mitologia, intrighi politici e culturali, fanno della Città di ottone una storia da non perdere.
Il finale vi lascerà con la voglia di attendere con ansia il secondo volume della serie, e spero arrivi prestissimo.

Ecco perché bisognava sempre avere un piano alternativo.
... Nahri sorrise (...)
Era il sorriso che aveva fatto al pascià, il sorriso che nel corso degli anni aveva rivolto a centinaia di uomini arroganti subito prima di sottrarre loro tutto quello che avevano in tasca. Nahri sorrideva sempre alle sue prede.



copia fornita da Mondadori


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