giovedì 27 ottobre 2022

LA MOGLIE DEL LOBOTOMISTA, SAMANTHA GREENE WOODRUFF. Recensione.

 


TITOLO: La moglie del lobotomista 
AUTORE: Samantha Greene Woodruff
EDITORE: Newton Compton Editori
PAGINE: 288
PUBBLICAZIONE: 11 ottobre 2022
GENERE: Historical fiction
COSTO: € 4,99 ebook; 9,90 cartaceo

Ruth Emeraldine ha una missione: aiutare coloro che soffrono di disturbi mentali. Da quando suo fratello, reduce della Grande Guerra, si è tolto la vita, non ha mai smesso di domandarsi se, con il giusto aiuto, avrebbe potuto essere salvato. L'incontro con un affascinante medico, il dottor Robert Apter, un giovane e brillante studioso delle tecniche più all'avanguardia nella cura delle malattie mentali, sembra scritto nel destino. Ruth si innamora perdutamente di Robert, e accetta di sposarlo così da affiancarlo e sostenerlo nelle sue sfiancanti sessioni di lavoro, durante le quali sperimenta un trattamento che – entrambi ne sono convinti – rivoluzionerà per sempre la medicina: la lobotomia. Con il passare del tempo, però, l'intervento non sembra portare i risultati sperati, anzi. Molti pazienti perdono la vita, ma Robert sostiene che sia un male necessario per perfezionare la cura. Dopo l'ennesimo fallimento, Ruth comincia a sospettare che il marito non sia motivato dall'interesse per i malati, ma solo da una folle quanto spietata ambizione. E così, quando a una nuova giovane paziente, Margaret, viene prescritta la lobotomia, capisce che è arrivato il momento di opporsi. E quella decisione cambierà il corso della sua e di molte altre vite. Ispirato alla vita del neurologo Walter Jackson Freeman II, il medico statunitense che lobotomizzò migliaia di pazienti.

La moglie del lobotomista si ispira liberamente alla storia di Walter Jackson Freeman il neurologo che esportò la tecnica della lobotomia negli Stati Uniti, apportando una variante, quella transorbitale che permise di effettuare l'operazione anche a livello ambulatoriale, aumentandone la diffusione.
Quella che leggiamo è la storia di Ruth Emeraldine, la cui vita è dedicata alla cura dei pazienti affetti da disturbi clinici di vario genere. Appartenente ad una famiglia prestigiosa, Ruth è vicedirettrice dell'ospedale psichiatrico che porta il suo stesso nome.
L'Emeraldine è una clinica all'avanguardia che accoglie tutti i tipi di pazienti con disturbi mentali, adottando per la loro cura le tecniche più moderne. Dopo che Ruth ha perso il fratello, morto suicida a causa del disturbo post traumatico da stress dovuto alla guerra, ha deciso di dedicarsi anima e corpo alla cura di queste anime fragili, sperando di trovare una soluzione che consenta di apportare benefici a lungo, con un miglioramento della qualità di vita. La morte del fratello non sarà vana se servirà a salvare le vite di altre persone.




L'incontro con il carismatico dott. Apter le apre non solo le porte dell'amore in un momento della vita in cui pensava di rimanere da sola per sempre, ma anche ad una nuova idea rivoluzionaria.
Robert Aprter, infatti, scrupoloso studioso, instancabile e indefesso, ha in comune con Ruth la stessa sete di conoscenza, la voglia di scoprire come aiutare più gente possibile.
Cogliendo le intuizioni di Moniz sulle connessioni neurali, si convinse sempre di più che la malattia mentale non poteva avere una cura fisiologica, ma la direzione da seguire era organica e strutturale: intervenire chirurgicamente per rimuovere le connessioni problematiche.
Come addetta del settore non vorrei dilungarmi in tecnicismi e Samantha Greene Woodruff, raccontandoci la storia di Ruth fa già una ricostruzione storica e medica puntuale e affascinante. Quello che colpisce è la grande modernità di Ruth come donna, studiosa e professionista. Una donna che non si arrende ai dettami dei suoi tempi e del suo ceto sociale che la vorrebbero moglie trofeo. IL dolore della perdita la spinge a lottare, studiare, mettersi in prima linea nella cura dei malati. Una vera e propria missione che compie con spirito di sacrificio e immensa carità.
Robert, inizialmente sembra l'uomo perfetto, il genio rivoluzionario. Pagina dopo pagina si comincia a delineare il suo narcisismo che presto si trasformerà in vanesio spirito di onnipotenza, rendendolo cieco alle conseguenze portare dalla tecnica della lobotomia.
E l'amore è la benda che non permette nemmeno a Ruth di vedere le reali implicazioni di un uso massivo e indiscriminato della tecnica, una fiducia cieca e mal riposta che solo lei avrà il potere di fermare.
La moglie del lobotomista è un libro che ho letto con passione e interesse, affascinata e allo stesso tempo inorridita dalla capacità delle persone di trattare altri esseri umani come mere cavie da laboratorio.
La salute mentale e la cura dei pazienti psichiatrici ha una storia lunga e negli anni si sono toccati momenti terribili, di indicibile disumanità.
Questa storia ha il merito di puntare il faro su un momento storico di crisi della psichiatria, sull'incapacità di discernimento che spesso porta l'uomo a non comprendere i reali bisogni di un altro essere umano.
Ho sofferto con Ruth e per Ruth, una donna così intelligente che si è fidata, che ha amato e creduto nel progresso. Ha visto il sogno della sua vita trasformarsi in un incubo, il lavoro di una vita andare in fumo, eppure non rinuncia a lottare.
Una storia imperdibile per chi cerca nell'historical fiction temi interessanti e personaggi romanzati con una bella caratterizzazione.

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